Il Racconto del Campfire 2025 Costa del Salento

Tutto Quello che è Successo a Melendugno

Questa edizione 2025 del Campfire Lodge, la nostra ormai celebre Barbecue Vacanza, la si potrebbe definire come “coraggiosa”. Per tanti anni abbiamo deciso di optare come sede ideale, la sempre splendida Toscana. Anche da quando, tre anni fa abbiamo deciso di modificare il concept del format trasformandolo in un evento itinerante alla scoperta delle nicchie sconosciute della gastronomia regionale italiana, siamo sempre rimasti in ogni caso nella cerchia delle regioni del Centro. Si trattava della scelta più logica e conservatrice: gli ampi e liberi paesaggi collinari, imperlati da ville, castelli, borghi e altri lasciti di una ricca storia feudale, oltre a rappresentare la cornice ideale per un evento con le caratteristiche del Campfire, risultavano facilmente raggiungibili da un ampio pubblico, che come il nostro, proviene da tutta la nazione, dall’alto Adige alla Sicilia. Le regioni però sono 20, una più bella e interessante dell’altra e quest’anno avevamo davvero voglia di cambiare un po’.

Si trattava di di uscire alla nostra zona di comfort e di costringere noi e/o alcuni dei nostri ospiti ad una maggiore trasferta. Abbiamo però cercato di trasformare gli inevitabili sacrifici logistici in un’opportunità, scegliendo come meta una “perla” del Salento, dal mare caraibico in una settimana molto precoce dell’autunno, con l’obiettivo dichiarato di un’edizione “tardo estiva” con un forte orientamento al mare. Purtroppo non sempre la fortuna aiuta gli audaci e mi riferisco in particolare alle condizioni climatiche. In generale possiamo serenamente dire che da questo punto di vista il Campfire è da sempre stato “baciato dal Signore” con climi molto caldi per il periodo e giornate bellissime. L’esempio più paradossale è stata l’edizione in Valtiberina, con aperitivi in maglietta, giornate da 28 gradi e nella quale abbiamo fatto letteralmente il bagno in piscina fino alla domenica e dal lunedi in poi, giorno del nostro rientro, calo delle temperature, arrivo dell’autunno, pioggia e maglioncino. Questa volta purtroppo non è stato cosi: fino alla settimana precedente e per almeno le 3 successive, in Salento si è fatto il bagno in  mare, ma in QUESTO weekend e solo per questo weekend… cielo uggioso, scrosci intensi alternati a pioggerella fine, colori grigi. Una roba che a dire degli abitanti non capitava da anni in questo periodo.




Fossimo stati in Val di Chienti come lo scorso anno, non ce ne si sarebbe nemmeno accorti: camino acceso nei grandi saloni con le volte in mattoni, mantella durante le escursioni e via. In questo caso però il nostro progetto di colazioni sotto i bouganville, aperitivi a bordo piscina e cene in veranda, oltre ovviamente al mare, ne è risultato oggettivamente un po’ penalizzato. Al netto di questo, è stata un’edizione intensa, carica di contenuti e di esperienze uniche e un sacco di bei momenti spesi con gente speciale come i nostri partecipanti, specie quelli più affezionati. Tra questi è impossibile non menzionare Luca Fondi, sempre il primo ad iscriversi e che non si perde un’edizione per alcuna ragione al mondo e Giuseppe Milioti che ci ha omaggiato con un bellissimo tagliere inciso a mano ed una torta da vera pasticceria siciliana, entrambi dedicati al Campfire. Questo racconto come sempre, serve a loro per rivivere insieme a noi le belle tappe di quest’anno e a tutti coloro che invece non c’erano per vedere come è andata, esattamente come fossero stati presenti.

Campfire Salento
Campfire Salento
Campfire Salento

Partiamo dalla location: Masseria del Bosco a Melendugno (LE) è il risultato di un’importante opera di recupero di un’antica masseria a supporto della casa di caccia di una famiglia nobiliare salentina da tempo dismessa, inserita all’interno di un uliveto secolare e oggi interamente adibita alla ricettività. Il contesto è a dir poco affascinante, immerso tra i tronchi contorti degli ulivi e i muraccioli a secco tipici della zona, una splendida zona piscina ma soprattutto a due minuti di auto dai Faraglioni di Sant’Andrea e da Torre dell’Orso, tra le migliori località balneari del Salento, della Puglia e dell’Italia intera.

Purtroppo il resto della struttura come detto, è l’elenco delle occasioni mancate: la sala da pranzo frontale al bancone del bar, è dotata di un’immensa vetrata a scorrimento completo e a scomparsa, che di fatto la rende un tutt’uno con la veranda e consente cene semi-coperte sotto il cielo stellato… ma che con il brutto tempo deve necessariamente rimanere chiusa. In una zona bassa del giardino, protetta dalla vegetazione e accessibile da una scalinata in sasso, c’è un grande gazebo rotondo con un’ampio piano centrale per i buffet e tutti i tavoli posti intorno: PERFETTO per i pranzi e le colazioni… ma con il brutto tempo non essendo completamente impermeabile, è inutilizzabile.  Un secondo gazebo più aperto e squadrato, fiancheggiante la piscina e coperto dai tralci rampicanti di un’antica vite, peraltro in piena e profumatissima fruttificazione era l’ideale per le degustazioni organizzate in loco… ma anche in questo caso non ermeticamente protette dalla pioggia e quindi utilizzato in una sola occasione in occasione di una schiarita. Ci siamo consolati con il solo porticato che dava sulla piscina dove abbiamo organizzato comunque in maniera comoda e coreografica colazioni, cotture e degustazioni in compagnia del nostro fido Vulcanus Grill. , sul Kamado Bono Grande e grazie a carbone Toro.

Campfire Salento
Campfire Salento
Campfire Salento

Ma vediamo  insieme più nel dettaglio tutto quello che è successo durante il weekend a Melendugno.

VENERDÍ

Uno dei marchi di fabbrica del Campfire è la parte beverage, e a questo giro abbiamo puntato a pescare dal Salento a piene mani… fin dal primo minuto.  Abbiamo scelto infatti come partner l’estroso birrificio B94, che oltre ad averci fornito una fornitura di Signorina Olga, una fresca Pilnser e di Warning Hope, una profumata APA, presenti free refill alla spina a due vie per tutta la durata dell’evento, si è occupato dell’organizzazione di una degustazione di benvenuto con alcune birre “di frontiera” caratteristiche della sua filosofia di produzione, ciascuna accompagnata da un finger in griglia abbinato. Da menzionare assolutamente la Malagrika, una accattivante Fruit Beer alla mela cotogna, la Santoronzo, una elegante Coffee Stout, la Cassarmonica, un’affascinante Italian Grape Ale con uve del territorio e dulcis in fundo (è proprio il caso di dirlo), una Don Filippo, una “tosta” e corposa Ale alle Mandorle.

Campfire Costa del Salento
Campfire Costa del Salento
Campfire Costa del Salento

Ma come sempre, il cuore del Campfire sono i temi gastronomici e quello di partenza per questo 2025 è il MEDIORIENTE IN GRIGLIA, un insolito viaggio nelle diverse ma radicate quanto poco conosciute, espressioni di grilling dell’Asia occidentale. Si inizia con gli antipasti a base di Arayes libanesi, una sorta di cialde di pasta grigliate e ripiene di macinato di agnello stracotto in ghisa, Kibbeh iraniani, ovvero polpette di pulled beef avvolte da macinato e bulgur e Hummus di ceci all’avocato e melograno, il tutto accompagnato da salsa Tulum, una maionese all’aglio bruciato, nel nostro caso partendo da aglio nero, entrambi libanesi. Il primo piatto è stato il Cous Cous al Masgouf, un piatto iracheno a base di carpa piastrata. Il secondo invece era un classico Shawarma turco, uno spiedo di pollo e maiale servito su kbbuz, un pane non lievitato simile alla pita. Il mitico Dolce della Franca® è stato un Budino alle Rose.

Anche per il drink dopocena abbiamo virato con decisione sulla territorialità, con amari tipici salentini, alcuni tradizionali, altri con abbinamenti più insoliti in infusione. Al tutto abbiamo accompagnato dei Mustaccioli, dei biscotti tipici, molto corposi e pieni a base di mosto d’uva.




SABATO

La mattina dopo arriva la classica colazione in “stile campfire” a base di uova, bacon a pancake piastrati “on demand” sul sempre coreografico Vulcanus Grill. L’idea di questa edizione era come detto, di guadagnare tempo libero per concedere ai partecipanti di godersi una visita al vicinissimo mare, perché la meritava tutta e quindi abbiamo optato per spostare più esperienze possibili in loco. La prima di questa edizione è stata realizzata con il supporto di un patrimonio di questa parte d’Italia (e non solo): la Macelleria Camassa. Abbiamo chiesto infatti al mitico Francesco Camassa, di procurarci la materia prima necessaria per un’esperienza “nose to tail” di un’altra grande tipicità del territorio: la Podolica, una razza bovina molto antica ma dalla resa non eccezionale e dalle esigenze di allevamento particolari che ne hanno relegato la diffusione praticamente solo alla Puglia. La richiesta era quindi di un taglio rappresentativo di ogni quarto bovino, che gli amici di Sartoria del Barbecue, altra azienda peculiare del territorio e  nostri partner in questa edizione, ci hanno aiutato a grigliare sui loro Santa Maria, per una degustazione orizzontale davvero difficile da provare altrove.

Campfire Costa del Salento

Campfire Costa del Salento
Campfire Costa del Salento
Campfire Costa del Salento

Per pranzo abbiamo voluto divertirci e affrontare in modo ironico il tema fast food attraverso un appuntamento che abbiamo voluto chiamare FAKE MC, una rivisitazione dei grandi classici del McDonald ma reinterpretati in chiave gourmet. Si sono succeduti quindi il Crispy McOnion, con cipolle saltate al tabasco e rese croccanti al disidratatore in bun artigianale, il My Salento BBQ Selection con patty di cavallo, cime di rapa saltate, burrata e olive leccino, le patate piastrate con ketchup alla oyster sauce e due tipi di nuggets, al pesce spada e all’anatra.

Campfire Costa del Salento
Campfire Costa del Salento
Campfire Costa del Salento

La prassi vuole che il sabato sera al Campfire sia un omaggio alla terra che ci ospita e a maggior ragione in questo caso, non potevamo tradire le attese. Campfire Costa del SalentoMa prima un bell’aperitivo degustazione questa volta a base di vino, con il secondo drink preso dalle terre pugliesi (ma fino ad un certo punto): la Cantina Rosa del Golfo, che ha dedicato la propria missione alla valorizzazione della tradizione pugliese dei vini rosati. E prima di Negramaro e Primitivo vinificati in rosa e al Quarantale, un grande rosso da invecchiamento, rimaniamo stupefatti di fronte alla grande e sorprendente innovazione di un rosato Metodo Classico base Negramaro 30 mesi sui lieviti. Bomba! Naturalmente anche in questo caso non abbiamo fatto mancare abbondanti fingergrill “adeguati” alla bevuta…

A seguire finalmente, il terzo tema gastronomico, come detto dedicato al SALENTO CREATIVO, ovvero alla reinterpretazione in chiave griglia di ricette classiche salentine. E qui lo dobbiamo ammettere: ci siamo divertiti, con una facoltà di scelta raramente cosi ampia. Abbiamo iniziato con una Pitta di Patate in ember, un Purp’n Pignatta in dutch oven con cacao e chipotle, dei bianchetti affumicati in scapece gallipolina e maccheroncini al ferro in piastra con ragù di mare. Ma il cuore è stato il nostro “Milano-Lecce sola andata”: un risotto alla milanese ma realizzato con cicerchie risottate allo zafferano e ossobuco di cavallo in dutch oven. Chiude la Franca con una sua interpretazione di un dolce tradizionale salentino alle mandorle servito con un goccio di Amaretto a parte. Si chiude ancora una volta con mostaccioli e amari salentini.

Campfire Costa del Salento
Campfire Costa del Salento
Campfire Costa del Salento

DOMENICA

L’ultimo giorno di questa edizione nel Salento comincia nuovamente con la tradizionale colazione su Vulcanus Grill, seguita da una esperienza gastronomica unica, dedicata ai formaggi pugliesi. Il progetto prevedeva in origine, l’unica escursione del weekend, presso il caseificio locale Azienda Agricola Casa del Latte di Melendugno specializzato nella realizzazione a vista e immediata degustazione calda, dei grandi filanti pugliesi come i nodini, le mozzarelle e i nodini ripieni. Purtroppo anche in questo caso il mal tempo ci ha messo il suo zampino e l’inusuale abbondanza di piogge continue ha allagato i campi degli allevamenti di proprietà del caseificio. Appuntamento dirottato quindi ancora una volta presso la masseria (uno scorcio di bel tempo ci ha però permesso di usare per la prima volta il gazebo tra i tralci di vite!). Il lato positivo è che questo ci ha dato l’agio di allargare il ventaglio di degustazione anche ai formaggi non filanti e comunque tipici come il formaggio con il tartufo (ignoravo la zona fosse cosi ricca di tartufaie!), quello affinato nel mosto di Primitivo e naturalmente il Caciocavallo in diverse stagionature.

Campfire Costa del Salento
Campfire Costa del Salento
Campfire Costa del Salento

L’altro lato positivo è che è bastato spostarci di qualche metro per accedere a mezzogiorno al quarto e ultimo tema gastronomico di questa edizione: IL DRUNKED ASADO. Come il nome suggerisce, ci siamo divertiti ad organizzare insieme a Sartoria del Barbecue, una vera e propria session di asado argentino sui loro dispositivi custom made, ma con una piccola variante: abbiamo caratterizzato ogni portata con uno spirit, nella marinata, nella salsa di accompagnamento nella mappatura o nella flambatura, naturalmente dopo averlo dealcolato per apprezzarne la sola parte aromatica e non tornare tutti a casa sui gomiti. Si è partiti con delle Empanada ripiene di carne saltata in wok con il rum e con una provoleta gratinata nel forno a legna con dell’Armagnac. Per non farci mancare niente abbiamo offerto come aperitivo un bicchiere di Clericot, un delicato cocktail sudamericano a base di vino, frutta in macerazione e Grand Marnier (o Triple Sec), nel nostro caso con pere grigliate e sostituendolo con il Legui, un liquore leggero argentino a base di canna da zucchero. Completano il quadro Asado de Tira, l’autentico chorizo argentino di manzo, flank steak, spinacino e petto di pollo, moppando il primo con una birra ambrata e marinando precedentemente gli altri rispettivamente con Bourbon, Porto, Whisky Torbato e Porto. Difficilmente si potrà dire di aver avuto la possibilità di fare la stessa cosa altrove.




Il tempo di sorseggiare un caffè, salutarsi e ringraziare anche quest’anno l’amico Marco Solbiati per le splendide foto e purtroppo anche su questa edizione del Campfire Lodge Costa del Salento deve calare il sipario. Ma è solo un “arrivederci”, perché la storia del Campfire rimane in continua evoluzione e ad ogni edizione si ripropone in veste sempre nuova ed aggiornata con temi gastronomici sempre più intriganti e scoperte gastronomiche ogni volta diverse, alla scoperta di una nuova microregione tra mille in Italia al di fuori dei percorsi commerciali più convenzionali e che meritano di essere scoperte e valorizzate. Il prossimo appuntamento? Rimani incollato a queste pagine, lo scoprirai molto presto!

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